La Tradizione Arcaica, il credo di intere popolazioni in Egitto, in India, in Grecia; la testimonianza di Krishna, Budda, Platone, Pitagora, Cristo, e di molti altri, nonchè la prova tangibile delle analisi cosmoioniche e paraveggenti, sono la garanzia che ogni anima vive in corpi diversi per purificarsi, evolvere, ristabilire il bilancio karmico del dare e dell'avere verso Dio, l'Umanità e la Natura. Quando l'anima inizia ad essere una realtà immortale solo Iddio può dirlo. La nostra indagine extrasensoriale nello stato evolutivo attuale ha in rari individui delle possibilità limitate di penetrazione ed il fatto di poter individuare per una persona alcuni episodi biografici di epoche passate; ciò dimostra la sopravvivenza dell'anima e la preesistenza in vista di imparare attraverso il processo della reincarnazione ad essere più perfetti per allinearsi alla volontà del Creatore. La vita è una scuola di perfezione morale e di dinamica spirituale. Quando si sbaglia e non si divernta figli di Dio, allora si ripete la classe evolutiva, cioè si ritorna ciclicamente sulla terra in un nuovo corpo fisico per gioire, soffrire, pagare i pensieri e le azioni del passato e del presente. (pag. 1)
La Tradizione Arcaica, il credo di intere popolazioni in Egitto, in India, in Grecia; la testimonianza di Krishna, Budda, Platone, Pitagora, Cristo, e di molti altri, nonchè la prova tangibile delle analisi cosmoioniche e paraveggenti, sono la garanzia che ogni anima vive in corpi diversi per purificarsi, evolvere, ristabilire il bilancio karmico del dare e dell'avere verso Dio, l'Umanità e la Natura. Quando l'anima inizia ad essere una realtà immortale solo Iddio può dirlo. La nostra indagine extrasensoriale nello stato evolutivo attuale ha in rari individui delle possibilità limitate di penetrazione ed il fatto di poter individuare per una persona alcuni episodi biografici di epoche passate; ciò dimostra la sopravvivenza dell'anima e la preesistenza in vista di imparare attraverso il processo della reincarnazione ad essere più perfetti per allinearsi alla volontà del Creatore. La vita è una scuola di perfezione morale e di dinamica spirituale. Quando si sbaglia e non si divernta figli di Dio, allora si ripete la classe evolutiva, cioè si ritorna ciclicamente sulla terra in un nuovo corpo fisico per gioire, soffrire, pagare i pensieri e le azioni del passato e del presente. (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
Nessun abstract disponibile.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
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Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà, l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
Nessun abstract disponibile.
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)
Se per una pura ipotesi il morente ed il bimbo che nasce potessero avere e mantenere la piena coscienza del passaggio da una condizione all’altra, cioè del transito dall’aldilà all’al di qua, e viceversa, costoro otterrebbero lo stato di veglia perenne, la certezza della vita dopo la morte e del ritorno ciclico in un nuovo corpo (reincarnazione). Abbiamo detto: “se per una ipotesi...”; ma per noi archeosofi e cristiani esoterici non si tratta di una ipotesi, bensì di una esperienza vera, positiva, già acquisita da persone di coraggio e felicemente predisposte che l’hanno provata. Questa esperienza è il risultato di esercizi metodici e tenaci, accennati nella nostra Introduzione ai Misteri minori e maggiori. In quella occasione questa singolare esperienza fu definita approssimativamente con il termine tradizionale di “Morte Iniziatica e Risurrezione dell’Iniziato”, e dicemmo anche che fa parte dei Misteri maggiori del Cristianesimo esoterico. Il volontario viaggio di andata e ritorno nell’aldilà che abbiamo denominato “sdoppiamento” o “bilocazione nei mondi soprasensibili” del corpo anatomico dai corpi energetici, costituenti l’individuo, è pure il risultato di un travaglio anteriore in questa e in precedenti esistenze, e perciò si può ottenere in taluni individui con una certa spontaneità ma per altri è una grossa fatica. Voi sapete che ogni essere umano è composto di diversi dispositivi creati dal Supremo Artefice per consentire alla sua creatura di vivere nei diversi mondi (piani) dell’Universo, dispositivi che si definiscono: 1) corpo fisiologico; 2) corpo eterico; 3) corpo emozionale o astrale; 4) corpo mentale; 5) energia vitale. Essi sono sostenuti e tenuti insieme dall’Ego che racchiude il vero Uomo perfettibile e immortale. L’Ego è ciò che taluni chiamano “Corpo Causale”, la cabina di comando dello Spirito, dell’Anima emotiva e dell’Anima Erosdinamica. (pag.1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
[...] Fra i contributi didattici di "Archeosofica", il 38° quaderno che presentiamo ai lettori è per certo fra i più preziosi per alleggerire la fatica di mangiare il pane celeste con il sudore della fronte. Questo quaderno insegna la teoria e la pratica per difendersi dalle insidie e dai trabocchetti del sonno e del sogno, e avvia alla conquista della "Veglia perenne", privilegio dei Santi aiutati dalla grazia divina. Purtroppo oggi assistiamo a due tipi di sonno delle coscienze: il sonno della paranoia ateistica e di superbia, e il sonno dell’oscurantismo assediato dalle insidie dei sogni. Ma noi proseguiamo nel lavoro su noi stessi e sugli altri, fedeli alla vocazione che non conosce rassegnazione ad abbandonare gli altri al supplizio della ruota delle rinascite. [...] Chi non dorme è sveglio, ma se resiste volontariamente al sonno, allora si dice che veglia. La "Veglia perenne" è uno stato straordinario spirituale e al tempo stesso soprannaturale, consistente nel raggiungimento della veglia interiore con tutto ciò che di eterno e immortale è in noi per opera del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, in vista della permanente unione trasformante d’Amore con la Trinità Santa. La "Veglia perenne" noi la definiamo così perché è un non dormire, un restare desti nell’eterno vegliare di Dio. È anche perfettibile, perché non può essere statica, bensì una conquista amorosa continua, eterna, infinita; è ciò che San Giovanni della Croce definisce: "Una trasformazione totale dell’Amato, nella quale ambedue le parti cedono a vicenda trasferendo l’una l’intero possesso di sé all’altra, con una certa consumazione di unione amorosa, in cui l’anima diventa divina, e Dio per partecipazione, per quanto è possibile in questa vita" (Cantico 22,n.3). (pag. 2-3)
Già fui preciso nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico" quando affermai che Dio è accessibile solo a condizione che l’Uomo cerchi di farsi perfetto. Non vi è salvezza e liberazione dal caos del mondo fenomenico nel periodo in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati, se la purificazione è venuta meno. È una illusione che accarezzano sia coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, quanto coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente impura. Per aprirci uno sbocco fuori da questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio e strumenti, materia prima e operai. Per dare piena autonomia all’IO e renderlo veramente a immagine e somiglianza divina, è necessario lavorare sull’uomo visibile e invisibile, sull’individuo biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza", meravigliosi organi sensoriali e spirituali che consentono la più avvincente esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori, fino allo sganciamento dell’anima erotica dalla morsa fatale dell’Eros Cosmogonico. (pag. 2-3)
[...] L’Archeosofia, quale "Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile, conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d’Israele e all’insegnamento riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie del Cosmo e degli astri, unitamente a quelle umane, a beneficio della sanità fisica e spirituale. Noi siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi. Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante, ma con l’allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è il Signore Gesù Cristo. Le persone generalmente ammalate, nervose, asteniche, possono diventare dotate suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e gli altri. (pag.2-3)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
Vorrei parlare dell’importanza dei simboli e del simbolismo. Magari se qualcuno di voi tiene anche il 14° Quaderno, si può seguire meglio, perché avevo una mezza idea di spiegarvi qualcosa. Allora, intanto si può dire che tutto quello che si può osservare, il cielo, la terra, il mondo e ciò che esso contiene, è tutto un simbolo. Nel mondo della forma è tutto un simbolo perché si ammette che esiste una realtà, quella con cui siamo abituati a relazionare, una realtà tridimensionale, terrena, ma si dice, per tante ragioni di cui dopo parliamo, che esiste anche una realtà superiore. Ci sono degli assiomi che ci possono essere utili per capire, ad esempio: “il visibile è l’espressione esteriore dell’invisibile”, come se per comodità si pensasse un mondo, un universo, fatto di due piani: uno visibile e tangibile e uno non tangibile e non visibile, ma che esiste ugualmente. Altro esempio: l’amore… Prova a toccare, a vedere l’amore, il sentimento. Però la rosa può essere il simbolo dell’amore. Il Sole non è Dio, ma gli antichi lo prendevano come il simbolo della divinità per il fatto che irradia, riscalda, vivifica. Il cuore di colui che ama, che prova tutti questi sentimenti è come un sole ed era un simbolo dell’amore; le stelle sono corpi celesti, ma sono anche dei simboli perché hanno una controparte invisibile; l’uomo lo stesso è un simbolo. Anzi, l’uomo è proprio il simbolo preciso di Dio, visto che è stato creato a sua immagine e somiglianza, come dice il Genesi, è il simbolo più perfetto, più preciso della Divinità essendone l’immagine. Quindi si capisce che nella nostra esperienza abbiamo a che fare con un mondo visibile, tangibile e un mondo invisibile. Quello delle cose tangibili, visibili, ha una realtà invisibile; è l’esteriorizzazione di questa realtà. È importante, ci fa appunto capire che il simbolo opera in un certo modo assai interessante: collega la realtà invisibile con il visibile, con il nostro modo di vedere. Noi abbiamo un modo di percepire le cose, di comprenderle, un nostro modo, ecco, si possono comprendere le cose invisibili alla maniera terrena, in un modo terreno. Non sono terrene, non sono materiali, ma noi le possiamo comprendere perché il simbolo unisce e collega e lega il visibile con l’invisibile. Perché “invisibile” e “visibile” sono due aspetti di una medesima cosa. Un’idea è invisibile, però si può mettere, per esempio, sulla tela e fare un quadro: il quadro che rappresenta l’idea mi collega a questa. Se osservo il quadro con attenzione, concentrazione, piano piano, se escludo tutto ciò che esiste nel mondo e rimango soltanto con quello che il quadro rappresenta, cosa succede? Mi saturo di quella immagine e mi metto in contatto con l’idea che gli sta dietro, con l’archetipo. In che modo funziona questo meccanismo? Nell’uomo c’è una parte visibile e una invisibile; se io sto attento e concentro la mia attenzione prolungata su un simbolo, per esempio il sole, si verifica un dualismo: io sono l’osservatore e il sole è l’oggetto che osservo. Escludendo tutto il resto mi sintonizzo sul sole e, siccome anch’io ho una parte invisibile, ho una mente, eccetera, allora vengo informato, se riesco a oltrepassare la soglia della forma, anche di tutto ciò che sta dietro il sole. Se il sole è un simbolo della Divinità, bene, comincio a cogliere l’aspetto solare della Divinità. Se poi questa concentrazione diventa ancora più intensa, succede un fatto interessante: si annulla la distanza tra me e il sole, tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Si annulla nel senso che la mia coscienza diventa un tutt’uno con l’idea che sta dietro al simbolo sole. Questo è vero anche perché tutto quello che esiste nella natura è vivo, è tutto vivente, non c’è niente di morto; quindi anche una cosa materiale, un oggetto, il mondo, un fiume, è come se avesse una specie di anima, ha un senso, una realtà invisibile che posso cogliere con questo metodo di presa di contatto. (pag.1-2)
Non tutti i giorni vengono fondati Ordini Iniziatici. Guardando nella storia esoterica, si vede che ce ne sono stati di attivi in certi periodi, ad esempio i Rosa+Croce di Dante, ma dopo un certo arco di tempo immancabilmente si eclissano, diciamo così. Quando viene fondato, quando inizia, si vede una partecipazione ed un certo fervore, poi man mano si spegne; ha come un ritmo: nasce, cresce e poi entra nella fase discendente; da un punto di vista storico, è soggetto alle condizioni dell’ambiente formato appunto dalle persone, dagli aderenti. Ci sono personaggi del calibro di Dante Alighieri, come dicevamo, e tanti altri che hanno scritto trattati di simbolismo, di esoterismo insomma, quindi scrittori, studiosi, sperimentatori, il meglio della società del tempo. Parallelamente allo sviluppo degli Ordini Iniziatici fiorisce anche la cultura, l’arte, per dirla in breve, come per il fenomeno dei Templari no? Appaiono sulla scena dal nulla, da un momento di buio diciamo così, di crisi esistenziale generale, di ignoranza... sorge il sole e in qualche decennio si sviluppano, c’è un’ascesa diciamo, poi un declino, quando l’Ordine dei Templari scompare. In realtà l’Ordine, da un punto di vista esoterico, da un punto di vista occulto, continua, perché la Tradizione non si ferma mai: c’era prima e c’è anche dopo, e di volta in volta si arricchisce di nuovi sperimentatori che portano la loro pietra per costruire l’edificio alla Sapienza. Quindi si accresce: cresce lo sviluppo delle scienze e delle arti tramite quei personaggi che sono, diciamo così, come delle luci che illuminano l’ambiente. Al momento però che vengono a mancare questi personaggi, tutto rientra in uno stato letargico, da un punto di vista della società. Sarebbe bello se... cominciasse a crescere e continuasse a crescere all’infinito, ma non è così perché ci sono dei ritmi che governano la storia. (pag.1)