Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità . (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità , molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità , della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà , l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
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