La sete di conoscenza, presto o tardi, in una età o nell’altra, affiora alla mente con le sue eterne domande: “Chi siamo? Perché viviamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? Abbiamo un’anima che sopravvive alla dissoluzione del corpo o perisce con esso? Esiste, dopo la presente, un’altra vita? Sarà migliore o peggiore di questa? Vi è un Dio sopra di noi che guarda e veglia amoroso ed esigente, al quale dobbiamo rendere conto di tutto, dei pensieri, delle parole e delle azioni? Vi è un premio per chi fa il bene ed una punizione per chi compie il male? C’è, per chi soffre nella povertà e nella malattia, privo di affetti e di assistenza, una ragione logica, oppure sussiste solo ed unicamente la materia in movimento con la sua dialettica inesorabile e lo sconfortante eterno divenire privo di finalità?”. [...] Per coloro che si pongono tutte queste domande, ma vogliono i fatti, noi proponiamo l’Archeosofia. Che cos’è l’Archeosofia verrà ampiamente spiegato nel senso introduttivo da questo quaderno. Per il momento basti saperne il significato etimologico, dal greco Archè che vuol dire Dio, principio dei princìpi, e Sofìa, che corrisponde a scienza, sapienza. San Paolo di essa tramanda una raffinata definizione nella prima lettera ai Corinzi, 2:6-16, ed ai Colossesi, 1:26. Ecco quanto dice: “Tra i perfetti noi parliamo di sapienza, ma non di sapienza di questo mondo, né dei potenti di questo mondo che vengono distrutti, bensì parliamo di una sapienza di Dio (=Archeosofia) avvolta nel mistero che è stata nascosta, e che Dio predestinò prima dei secoli per la nostra gloria”. (pag. 1-2)
L’Archeosofia, per essere la "Scienza dei Princìpi", la saggezza arcaica, lo studio delle Cause Prime, richiede non pochi termini e definizioni dal significato preciso e sicuro, per evitare di comprendere i concetti diversamente dalle intenzioni di chi scrive. Di conseguenza abbiamo deciso di redigere alcuni quaderni, imprecisabili per la quantità, in ognuno dei quali daremo un certo numero di vocaboli. Queste voci sono trattate con criterio di enciclopedia, per renderle documentate e comprensibili al massimo. Almeno questa è la nostra buona intenzione e il nostro sforzo: dire molto per ogni argomento, in sintesi, e svelare agli Archeosofi gli aspetti più nascosti della sapienza. È ovvio che gli argomenti qui trattati sono sviluppati nei quaderni segnalati nel nostro programma, ma lo scopo del Dizionario enciclopedico di Archeosofia è di consentire una tempestiva ricerca di quei vocaboli e concetti dei quali non si è ben capito il significato, oppure è sfuggito alla memoria. In questo quaderno si possono anche trovare delle notizie aggiornate di Archeosofia. Il presente dizionario, inedito e riservato agli aderenti di "Archeosofica", si allaccia al programma come quaderno 40° ma, e lo abbiamo già accennato, comprende diversi fascicoli (prima parte, seconda, terza, ecc.). Il primo è questo, e i suoi vocaboli sono 33. Noi cerchiamo di mettere in ogni fascicolo nuovo tutti i termini usati nei quaderni, ma vi preghiamo di dare la vostra opinione sul contenuto di questa enciclopedia, per fare sempre di più e meglio. Del resto, siete stati chiamati per una grande missione spirituale e "Archeosofica" è vostra, è stata fatta per voi. Giusto è, dunque, esprimere ciò che desiderate. (pag. 1)
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)