[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Giungemmo all'ingresso nascosto del gran tempio quando gli ultimi raggi del sole arrossavano l'orizzonte della regione tebana e le prime stelle con incerto brillare spuntavano allo zenit. L'astro del giorno si trovava prossimo al 26° grado di Acquario e questa coincidenza mi impressionava poichè ero nato sotto il suo influsso. Quali misteriose leggi avevano fatto coincidere il mio anniversario con il principio del viaggio iniziatico? Io ero entrato nel sentiero delle prove, ma quali sarebbero state queste prove? Per me era un mistero attraentissimo che il mio compagno e maestro non aveva voluto chiarirmi. (pag.15)
Nessun abstract disponibile.
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