[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. Dâaltra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è lâuomo?-. La donna è lâuomo, ma con polaritĂ diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta dâamore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude lâimpronta della maternitĂ divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dellâuomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polaritĂ cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilitĂ . Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, lâuomo e la donna sono immortali ed hanno la potestĂ di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrĂ nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformitĂ ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] à certo che il Graal o Coppa è una realtà , perchÊ appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] à il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Giungemmo all'ingresso nascosto del gran tempio quando gli ultimi raggi del sole arrossavano l'orizzonte della regione tebana e le prime stelle con incerto brillare spuntavano allo zenit. L'astro del giorno si trovava prossimo al 26° grado di Acquario e questa coincidenza mi impressionava poichè ero nato sotto il suo influsso. Quali misteriose leggi avevano fatto coincidere il mio anniversario con il principio del viaggio iniziatico? Io ero entrato nel sentiero delle prove, ma quali sarebbero state queste prove? Per me era un mistero attraentissimo che il mio compagno e maestro non aveva voluto chiarirmi. (pag.15)
La libera aquila volerà e canterà ancora una volta sorvolando i sette cieli immensi e stormi di uomini accoglieranno la Santa Madre di Dio. (pag. 1) [...] IL CAOS PRIMORDIALE "L'altezza del cielo, l'estensione della terra, le profondità dell'abisso chi potrà esplorarle?" (Sir.1,3) Il Caos primordiale, l'abissale e tumultuoso "vortice delle acque", nella Genesi è espresso con la parola ebraica ThHeOM (Gn:1,2), che si può considerare composta da una Tau prefissa alla radice HeOM. HeOM esprime l'idea di un "nero" e "turbolento movimento vorticoso", un'immenso "gorgo, violento e rumoroso", dovuto all'azione perturbatrice di una potenza che improvvisa incombe sulle infinite e immobili acque dell'Oceano Primordiale, il nero mare senza sponde delle origini. Le radici etimologiche di ThHeOM, l'antico termine coniato da Mosè per esprimere il Caos, lo definiscono come: "il vuoto" o "il niente" (ThHeO), una cosa "intera" o "integra" (ThM), (intesa nel senso di) una "completezza" (ThM) ottenuta da una "armonica connessione" o "fusione" (ThMM) di "due parti gemelle" (ThAM); un "Tutto compiuto" (ThMM), "semplice" e "perfetto" (ThHeO), che è una "unione", (ottenuta tramite un processo di) "liquefazione" o "consumazione" (ThMM), di "due aspetti complementari" {ThAM}. Il Caos, secondo questa interpretazione, rivela una "costituzione" semplice e omogenea, una finalità perfettamente compiuta dall'annullamento di due complementi che esprime potenzialmente una fine che è un nuovo inizio, e un inizio che è una fine. Per i filosofi dell'antica Cina il Caos è lo spazio omogeneo anteriore "alla divisione in 4 orizzonti", procedimento alla base della formazione del mondo che segna il passaggio all'essere dello stato potenziale, il passaggio dall'indifferenziato e informale allo stato differenziato e formale della Creazione. [...] LA MATERIA PRIMA "Benedetto sei tu che scruti gli abissi, seduto sui cherubini" dice Daniele pensando allo stesso modo di Enoch che aveva detto: "E vidi tutte le materie". Abisso è ciò che è indefinito secondo la propria sostanza, ma che viene portato a completezza mediante la potenza di Dio. Pertanto le essenze materiali, da cui hanno origine i generi particolari, e le loro specie, sono state dette "abissi", perchÊ (Daniele) non avrebbe potuto dire "abisso" soltanto l'acqua. Eppure "abisso o "materia" indicano allegoricamente anche l'acqua." (Clemente Alessandrino: "Estratti Profetici":2,2-3) L'abisso, il mare primordiale, corrisponde alla "materia prima" o "materia vergine" dei filosofi che equivale ad una singolare omogeneità dove tutto è uguale a se stesso, dove ogni distinzione futura riposa nell'indifferenziato immanifesto. (pag. 2)