[...] l’Archeosofo o l’Archeosofa devono occuparsi del mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell’Ego, devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per consegnarli docili e puri all’Ego. Questo itinerario chiede un’attenzione perfetta e una concentrazione del mentale in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può riflettersi in esso. [...] Per dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità , della carità e della sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza, e precisamente: la volontà , l’attenzione, la capacità di fissazione, la concentrazione mentale, la memoria, l’immaginazione, la meditazione che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo, una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall’astrazione. (pag 1-2)
L’Ascetica archeosofica è la premessa necessaria per creare gli strumenti per uno sviluppo di quelle risorse naturali della persona umana adatte a farci realizzare il salto qualitativo per cui è possibile andare oltre alla condizione umana, sorretti dalla grazia che rende attuabile il detto del Maestro: "... il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono..." (Matteo,11:12). Ebbene, uno di questi strumenti per violentare i cieli è l’arte di respirare [...]. Mediante il freno respiratorio ed energovitale, prolungando progressivamente la durata dell’inspirazione e dell’espirazione, l’asceta può penetrare e sperimentare tutte le modalità della coscienza. La pratica di far intercorrere un intervallo quanto più tollerabile possibile fra i due momenti della respirazione, conduce alla deificazione, ossia alla coscienza sopratemporale e sopraspaziale di un dio in Dio. Fino a quando resta indisciplinato, il respiro impedirà alla mente di essere disciplinata. Per fissare la mente non c’è da fare altro che soggiogare, rallentare e fermare la respirazione. Noi indicheremo gli esercizi appropriati per la disciplina del respiro e quindi del pensiero. (pag. 6-7)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
Che cosa sono i centri psichici di forza? In quale parte del corpo o dell'anima si trovano? Quale funzione svolgono ai fini della realizzazione iniziatica? L'Autore risponde a tali domande svolgendo la dottrina tradizionale in conformità all'esperienza dei personaggi più significativi dell'India, da Budda a Patanjali, da Milarepa ad Aurobindo, e attingendo alle sperimentazioni della scuola esoterica ed iniziatica da lui fondata, denominata Archeosofica. I lettori troveranno in questa trattazione il meglio della tradizione arcaica, esposto in forma pratica e accessibile a tutti, tale da permettere a chiunque lo desideri di seguire la via iniziatica. Ad uno sviluppo e sintesi dell'esoterismo mediterraneo si accompagnano utili riferimenti alle dottrine orientali e allo yoga, nonchè alcuni principi della kabbala e richiami all'esoterismo biblico.
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Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà , perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà . Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità . Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità ” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)