Catalogo testi di Archeosofia

SPIRITUALITÀ DEI NUMERI SACRI (LA)
2911
SPIRITUALITÀ DEI NUMERI SACRI (LA)
Tommaso Palamidessi

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Architettura sacra Geometria sacra Kabbala / Qabalah / Cabala Sefiroth Bereshit / Merkabah
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SANTO GRAAL, LA TRADIZIONE ARCHEOSOFICA

Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)

Avatar / Salvatore / Messia Santo Graal / Graal Graal Gral Archeosofia Scienza dei Principi Sapienza di Dio Sapienza arcaica Tradizione Salvatore Messia Ordine Iniziatico Sofia Dante / Divina Commedia Tempio
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MISTERO DEI TEMPLARI (IL)
3002.2
MISTERO DEI TEMPLARI (IL)
Alessandro Benassai

"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)

Iniziazione Templari / Fedeli d'amore Dante / Divina Commedia
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ASTROLOGIA INIZIATICA, LA SCIENZA DEI MAGI maggio 1988 parte I

E' opinione antichissima che l'Ente Supremo creò ogni cosa con la potenza del Verbo, cioè con la Parola. Lo affermano molte tradizioni religiose e iniziatiche attraverso i loro commentari esoterici sulle Sacre Scritture. Nella Bibbia, la Genesi di Mosé si esprime così: "Ed Egli disse, Lui-L'Essere degli Esseri: "Sia fatta la luce", e fu fatta la luce". (Gen. 1:3) Nel Vangelo secondo Giovanni si legge: "In Principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio. Questo nel Principio era presso Dio. Per mezzo di Lui furono fatte tutte le cose". (Giov.1:1-3) La dottrina del Verbo Creatore la ritroviamo in India, in Persia, in Grecia, nei Libri Ermetici; fra i testi egiziani, si hanno frequenti allusioni che somigliano a quelle bibliche nel famoso "Libro dei morti". Nella teologia dell'antica Menfi rifulge la dottrina del Verbo Creatore con espressioni come questa: "Io ho creato tutte le forme con ciò che è uscito dalla mia bocca, quando non vi era né cielo né terra". Troviamo altre testimonianze nel papiro di Ani e nei testi delle Piramidi, dove Rà, il Verbo Divino, affiora nel mito cosmologico. Dio proietta mediante il Verbo una immagine e una somiglianza di se stesso, e la creazione appare. "E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvagge e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò". (Gen.1:26-27) L'iconografia antica rappresenta la figura di Gesù Cristo, Dio Architetto, creante il mondo con un grande compasso. Lo stesso Dante Alighieri nel XIX Canto del Paradiso dice: "Colui che volse il sesto allo stremo del mondo, e dentro ad esso distinse tanto occulto e manifesto". Il compasso, emblema delle scienze esatte, simbolo cosmologico della misura e determinazione dei confini del cielo e della terra, dello spazio e del tempo, quando descrive il cerchio diviene simbolo del dinamismo costruttore, l'attributo dell'attività creatrice. Il cerchio rappresenta l'infinito, l'Uroboros, il serpente che si morde la coda, la ruota dell'esistenza, il mondo che poggia sull' immutabile principio di manifestazione, simboleggiato dal Punto. Il cerchio centrato dal punto è il segno solare ed il simbolo dello Zodiaco. Lo Zodiaco, che Dante chiamava "l'obliquo cerchio che i pianeti porta", è la fascia o zona celeste di 18 gradi di larghezza, divisa in due parti dall'Eclittica, in cui per prospettiva il Sole e tutti gli astri del sistema solare operano la loro evoluzione. In questa zona circola da millenni l'anima del nostro sistema solare per produrre, secondo le leggi Divine, tutte le manifestazioni della vita. Lo Zodiaco è diviso in 12 settori uguali, di 30 gradi ciascuno, che nel complesso formano una circonferenza di 360 gradi. Da ogni settore, o Segno (in greco Zoiìn che significa "essere vivente", "immagine celeste"), pare scaturiscano correnti e fluidi i cui effetti sull'uomo sono studiati dall'Astrologia. Zodiaco viene dal greco ZODIAKÔS, la cui radice etimologica è Zoe = "vita", "esistenza"; è il cerchio o circolo delle "immagini celesti" che sono le figure-simbolo delle 12 espressioni differenziate della vita Una. (pagg. 1-2)

Sfinge Astrologia (in generale) Astrologia esoterica / iniziatica
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ASTROLOGIA INIZIATICA, LA SCIENZA DEI MAGI maggio 1988 parte II

L'immensità del cielo notturno mostra al nostro sguardo un firmamento disseminato di stelle; alcune sembrano riunite in raggruppamenti ben definiti, mentre altre, di maggior splendore, appaiono isolate. Questi gruppi e le stelle individuali sono sempre stati notati, perfino dai popoli più primitivi. Quando fu scoperto il principio fondamentale per il quale i sempre mutevoli schemi ripetevano con regolarità, a precisi intervalli, la loro configurazione nel cielo, si può dire che sia nata la scienza dell'astronomia e dell'astrologia, complementari l'una dell'altra. Questo accadeva sin dalla più remota antichità, e sebbene non si possa affermare storicamente quale popolo o civiltà sia stato il primo a scoprirlo ed a tramandare gli schemi delle costellazioni, un fatto sembra accertato: questa scienza era già nota ai Caldei 4000 anni a.C. e per i greci il nome Caldeo era sinonimo di astrologo. Lo conferma Filone, scrittore ebreo assai noto che fu a contatto dei Terapeuti e degli Esseni. Filone nacque ad Alessandria d'Egitto nel 30 a.C. e vi morì nel 50 d.C.. Nella "Migrazione d'Abraham", scrive: "Sono i Caldei, sembra, ad aver elaborato più compiutamente di altri l'astronomia e l'oroscopo iniziale: essi hanno così collegato gli avvenimenti della terra con i fenomeni superiori, così i fatti celesti con quelli della terra, e secondo dei rapporti che si direbbero musicali, facendo questa armonia pienamente concertata dell'universo, grazie alla coesione e simpatia delle parti che, malgrado la distanza intercorrente tra loro, si mantengono inseparabili a causa dell'origine comune". Gli schemi delle costellazioni, o asterismi, che oggi conosciamo ci sono giunti direttamente dal grande catalogo di Tolomeo, l'Almagesto, datato intorno al 137 d.C. (pag. 1)

Egitto Faraoni Sfinge Obelischi Astrologia (in generale) Cicli cosmici Astrologia esoterica / iniziatica
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"L'illuminazione, penetrazione ed esperienza dei segreti divini, è rapimento in Dio, è unione con Lui, ascesi dell'anima con una tecnica di estasi progressive che sarà sintetizzata in una parola sola: MERKABÀH. L'obbiettivo dell'Archeosofia è proporre un contatto personale e immediato con Dio, percepito in base a una esperienza diretta quasi toccabile della Shekinah o divina presenza trascendente e immanente nella sua forma più viva e profonda, più intima, ossia una cognizione di Dio sperimentale, acquisita attraverso una speciale esperienza fatta di visioni decisamente personali che appartengono alla Merkabàh. Affinché la visione sia realmente unione, l'anima deve animarsi di uno slancio infinito fatto di fede, speranza, certezza, amore e timore di Dio. L'anima veramente possente e violenta si eleva nei misteri di Luce fino a raggiungere il Trono dell'Onnipotente, ma nel ricevere la visione estatica della Divina Maestà fatta di Fuoco e Luce può vedere e descrivere con simboli coerenti o uniformi al proprio modo intellettuale di vedere. Il viaggio verso Dio costringe ad attraversare barriere, piani che hanno aspetti e simboli variabili da credo a credo religioso. La Merkabàh è una, ma non è la stessa per l'islamico, l'ebreo, l'induista e il cristiano, fino a quando l'anima non si sia totalmente spogliata della sua umanità decaduta e lasci operare la Luce dell'influsso divino direttamente sulla volontà, la memoria e l'intelletto." (pag. 1) [...] Il misticismo della Merkabàh, o Ma'aseh Merkavàh, era il nome dato nella Mishnah Hagigad 2,1 al primo capitolo del profeta Ezechiele. Questo termine era usato dai rabbini per designare il complesso di speculazioni, omelie, e visioni connesse al Trono di Gloria e al Carro che lo porta, ed a tutto ciò che è incluso in questo mondo divino, detto Mondo di Beriah o della Creazione. Il termine Merkabàh, che non appare in Ezechiele, deriva dal Primo Libro delle Cronache (28:18) e si riferisce al "Carro d'oro dei Cherubini" che il profeta e re David consegna a Salomone suo figlio, ma si trova per la prima volta con il significato di visione mistica nell'Ecclesiastico (49:8) di Gesù di Sirah : "Ezechiele contemplò una visione di gloria, che Dio gli mostrò sul carro (Merkabàh) dei cherubini". (pag. 2)

Ascesi (in generale) Mistica Ascesi mistica Cardiognosi Kabbala / Qabalah / Cabala Sefiroth Bereshit / Merkabah
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ASTROLOGIA STELLARE dicembre 1990 II edizione

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Astrologia (in generale) Astrologia esoterica / iniziatica
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VERGINE DELL’INFINITO (LA)
3006
VERGINE DELL’INFINITO (LA)
Alessandro Benassai

La libera aquila volerà e canterà ancora una volta sorvolando i sette cieli immensi e stormi di uomini accoglieranno la Santa Madre di Dio. (pag. 1) [...] IL CAOS PRIMORDIALE "L'altezza del cielo, l'estensione della terra, le profondità dell'abisso chi potrà esplorarle?" (Sir.1,3) Il Caos primordiale, l'abissale e tumultuoso "vortice delle acque", nella Genesi è espresso con la parola ebraica ThHeOM (Gn:1,2), che si può considerare composta da una Tau prefissa alla radice HeOM. HeOM esprime l'idea di un "nero" e "turbolento movimento vorticoso", un'immenso "gorgo, violento e rumoroso", dovuto all'azione perturbatrice di una potenza che improvvisa incombe sulle infinite e immobili acque dell'Oceano Primordiale, il nero mare senza sponde delle origini. Le radici etimologiche di ThHeOM, l'antico termine coniato da Mosè per esprimere il Caos, lo definiscono come: "il vuoto" o "il niente" (ThHeO), una cosa "intera" o "integra" (ThM), (intesa nel senso di) una "completezza" (ThM) ottenuta da una "armonica connessione" o "fusione" (ThMM) di "due parti gemelle" (ThAM); un "Tutto compiuto" (ThMM), "semplice" e "perfetto" (ThHeO), che è una "unione", (ottenuta tramite un processo di) "liquefazione" o "consumazione" (ThMM), di "due aspetti complementari" {ThAM}. Il Caos, secondo questa interpretazione, rivela una "costituzione" semplice e omogenea, una finalità perfettamente compiuta dall'annullamento di due complementi che esprime potenzialmente una fine che è un nuovo inizio, e un inizio che è una fine. Per i filosofi dell'antica Cina il Caos è lo spazio omogeneo anteriore "alla divisione in 4 orizzonti", procedimento alla base della formazione del mondo che segna il passaggio all'essere dello stato potenziale, il passaggio dall'indifferenziato e informale allo stato differenziato e formale della Creazione. [...] LA MATERIA PRIMA "Benedetto sei tu che scruti gli abissi, seduto sui cherubini" dice Daniele pensando allo stesso modo di Enoch che aveva detto: "E vidi tutte le materie". Abisso è ciò che è indefinito secondo la propria sostanza, ma che viene portato a completezza mediante la potenza di Dio. Pertanto le essenze materiali, da cui hanno origine i generi particolari, e le loro specie, sono state dette "abissi", perché (Daniele) non avrebbe potuto dire "abisso" soltanto l'acqua. Eppure "abisso o "materia" indicano allegoricamente anche l'acqua." (Clemente Alessandrino: "Estratti Profetici":2,2-3) L'abisso, il mare primordiale, corrisponde alla "materia prima" o "materia vergine" dei filosofi che equivale ad una singolare omogeneità dove tutto è uguale a se stesso, dove ogni distinzione futura riposa nell'indifferenziato immanifesto. (pag. 2)

Angeli Arcangeli Gerarchie Cori angelici Donna Genesi Kabbala / Qabalah / Cabala Sefiroth Bereshit / Merkabah Maria / Mariam / Miriam Sofia Cosmo / Cosmologia / Universo Paraclito / Spirito Santo
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ANGELO, LA DONNA E IL MESSIA (L’)
3007
ANGELO, LA DONNA E IL MESSIA (L’)
Alessandro Benassai

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Avatar / Salvatore / Messia Angeli Arcangeli Gerarchie Cori angelici Salvatore Messia Donna Genesi Kabbala / Qabalah / Cabala Sefiroth Bereshit / Merkabah Paraclito / Spirito Santo
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ORIGINE E SIGNIFICATO DELLE COSTELLAZIONI II ed. giugno 2011

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Astrologia (in generale)
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ARCHEOSOFIA, LA SAPIENZA DIVINA
3009
ARCHEOSOFIA, LA SAPIENZA DIVINA
Alessandro Benassai

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Archeosofia Scienza dei Principi Sapienza di Dio Sapienza arcaica Tradizione Sofia
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LEGGENDA DEL SANTO GRAAL E IL REGNO MISTERIOSO (LA)

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Avatar / Salvatore / Messia Santo Graal / Graal Graal Gral Archeosofia Salvatore Messia Misteri e miti Dante / Divina Commedia Tempio
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