[...] Gesù "al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregò" (Mc.1,35). Il deserto, per gli asceti, è qualcosa di interiore, significa concentrazione, raccoglimento, silenzio dello spirito. E' a questo livello, in cui l'uomo riesce finalmente a tacere, che ha luogo la vera preghiera, e che l'uomo viene misteriosamente visitato. Per capire la voce del Verbo, bisogna saper ascoltare il suo silenzio, impararlo, soprattutto, poichè è il "linguaggio del secolo futuro". Il "silenzio dello spirito" è superiore persino all'orazione... L'esperienza dei maestri è categorica: se nella nostra vita non siamo capaci di fare un posto al raccoglimento, al silenzio, non potremo mai raggiungere un grado superiore, come ad esempio riuscire a pregare sulle pubbliche piazze. [...] Niente è realizzabile senza il lavaggio preliminare della coscienza al quale corrisponde il lavaggio delle azioni; niente è conquistabile dall'individuo se non si pone al di là di tutti gli opposti e si unifica in Cristo per meritare l'appellativo di Figlio di Dio per partecipazione. La condizione basilare perchè Iddio abiti in noi è il vuoto assoluto di ogni contenuto terreno che la pratica della "Veglia perenne" prepara e instaura. [...] I mezzi che conferiscono l'atteggiamento interiore per pervenire alla "veglia perenne" è l'esercizio ascetico del "non pensare" o lo svuotamento totale del cuore e della mente di tutto ciò che non è Dio. [...] Quando la "Veglia perenne" è riuscita si ha il lasciapassare al Sacramentum octavi. (pag. 22-23-25)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità . [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Poichè ogni Archeosofo deve utilizzare la musica per le sue finalità ascetiche e teurgiche, esponiamo in sintesi lo stretto necessario di teoria o grammatica musicale per poter leggere uno spartito musicale e suonarlo con l'organo o l'armonium. Indichiamo questi strumenti perchè sono i più adatti per la propria edificazione psico-somatica e spirituale, sia per la qualità del suono, sia per la disponibilità di numerose ottave che dalla nota più grave vanno a quella più alta. Perciò se non lo avete già acquistato procuratevi subito un buon armonium. Lo strumento faciliterà lo studio della grammatica musicale. (pag. 1)
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