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Vorrei fare un discorso semplice sull’astrologia esoterica. Molti si occupano di astrologia e anche nelle sedi se ne parla, ma in linea generale senza mettere l’attenzione sul settore dell’astrologia ascetica o esoterica. Invece questo tema andrebbe preso in considerazione perché ha diverse sfaccettature interessanti, anche per cercare di acquisire delle forze, delle qualità, delle virtù, aiutandosi proprio con l’astrologia. In linea generale non è ben chiaro come si utilizza l’astrologia esoterica, è difficile da mettere in atto, bisogna conoscerla bene e soprattutto bisogna conoscere quello che si deve fare, quando si deve fare e come. Potremmo tentare un approccio con l’argomento, non si può certo concludere subito, ma per adesso potremmo tentare un approccio tecnico con qualche applicazione pratica. Se ci interessa ad esempio acquisire le facoltà che fanno riferimento al Centro frontale, allora prenderemo in considerazione una costellazione di simboli astrologici; se invece ci si deve riferire alle facoltà inerenti il Centro cardiaco, dovremo considerare un altro tipo di influenze. Se devo ricercare delle influenze relative all’anima istintiva, all’anima erosdinamica, allora si dovranno esaminare ancora cose diverse. Poi si sa che queste influenze si collegano tra di loro, però si procede esaminando una cosa alla volta. (pag. 1)
Vorrei parlare di un tema assai significativo e importante per chi studia l’esoterismo, per chi studia l’Archeosofia, perché ci racconta, ci dice da dove veniamo e quindi anche chi siamo, in certo qual modo, e dove andiamo. Questa tematica ci consente di ampliare la conoscenza di noi stessi, della nostra origine e sappiamo quanto sia importante… come sia facile uscire dalla strada giusta. Sono stati fatti diversi tentativi di ricerca dalla filosofia, dalla cultura esoterica in questo senso, senza però mai venire, in nessun momento, a delle idee chiare. Mi riferisco naturalmente all’atto creativo. Si sente parlare di cosmogonie antiche, per esempio quella egiziana, o quella assiro-babilonese, ma un po’ tutte le culture religiose hanno la loro cosmogonia, cioè una spiegazione più o meno chiara, anzi per niente chiara, delle origini umane. E vi spiego perché. Perché da questo inizio, da questa prima visione poi si svilupperanno tante tematiche comprese quelle per esempio dell’ascesi: in base proprio a come stanno le cose riguardo alla creazione io potrò muovermi in un certo modo per ottenere certi risultati. Sappiamo dalla Rivelazione che ci sarà un’Apocalisse e che l’azione del Messia si farà sentire in senso collettivo: verrà la redenzione dell’Umanità, verrà un momento in cui questo ciclo evolutivo sarà concluso e tutti quelli che in questo ciclo sono rimasti “a cavallo” passeranno ad un altro ciclo, gli altri invece rimarranno in “parcheggio” diciamo così. Però non sappiamo, o almeno non è tanto chiaro come stanno le cose all’inizio, per varie ragioni, prima fra tutte perché le notizie che noi abbiamo sulle nostre origini fanno riferimento esclusivamente a quello che ci racconta Mosè. Ora Mosè aveva visionato non soltanto tutta la Tradizione che aveva sotto mano, cioè quella segreta ebraica, la Kabbalà, ma anche tutto ciò che poteva essere rimasto di antico, di precedente. L’unico a cui si può fare riferimento è lui perché poi, in base ai suoi studi e alle sue ricerche e ai documenti che lui avrà trovato, ha scritto il Pentateuco, cioè la Genesi di Mosè, nella quale riassume… (pag.1-2)
[...] Quindi noi sappiamo, appunto, dalle Scritture, dai Vangeli, dell’esistenza del Messia come il Salvatore e vorrei parlarne un attimo. Prima di tutto si vede che gli Evangelisti si preoccupano di una cosa, prima di iniziare il racconto del Vangelo: parlano della genealogia di Gesù. Una genealogia che fa riferimento a notizie storiche ed a notizie che non si possono appurare storicamente. Una genealogia però fatta ad arte. Il primo che ne parla è Matteo dicendo che Gesù Cristo, cioè questo personaggio apparso 2000 anni fa, è figlio primogenito e, andando indietro nel tempo, presenta tante generazioni dividendole in tre parti distinte. Lui dice che Gesù è figlio di David, figlio di Abramo, sintetizzando. Poi comincia a scorrere le genealogie: da Abramo a David 14 generazioni, da David alla deportazione di Babilonia altre 14 generazioni, dalla deportazione di Babilonia alla nascita di Gesù Cristo, altre 14 generazioni, per un totale di 42 generazioni. Noi sappiamo che nell’Antico Testamento, nella dottrina segreta i numeri hanno un valore simbolico, quindi Matteo si preoccupa di far quadrare questo numero “42 generazioni”, proprio per dimostrare da Abramo a Davide, il momento in cui il regno era al massimo, poi il crollo e poi di nuovo il Costruttore, Ricostruttore del Tempio con Gesù Cristo, perché il 42, e chi studia il simbolismo dei numeri lo sa, ha un valore mistico, un valore significativo. Si potrebbe dire, per esempio, che un nome divino, un nome di Dio, si compone di 42 lettere e per ogni lettera di questo nome ci sono 42 Angeli, cioè è un numero da cui si sviluppa tutta una cosmogonia, perché formato dal 32, le 32 vie della Sapienza, e dal 10, le 10 dita, le mani di Dio, la Potenza divina, con un riferimento alle divine energie increate. Quindi già mette in evidenza che si tratta di qualcosa di più. Non è soltanto una genealogia così, tanto per dire da dove viene, no, vuol indicare che ci garantisce il proseguimento di una Tradizione Segreta che parte proprio da Abramo… Perché da Abramo? (pag.1-2)