Nel passato, le verità della Rivelazione e la loro interpretazione stavano nascoste dietro i Misteri ed erano svelate soltanto nelle società segrete e ai pochissimi fidati del Santuario. Poteva conoscerle chi aveva sperimentato i diversi gradi dell’Iniziazione e promesso con un solenne giuramento di osservare le leggi dell’Ordine per tutta la vita. Questa condizione era giusta. Per sua natura il segreto iniziatico non si può divulgare senza precauzioni, perché alla conoscenza si accede solo con la selezione psico-spirituale dell’Iniziazione. Il silenzio e il segreto presuppongono una Rivelazione o una Tradizione da custodire. Il segreto inerente le cose dell’Iniziazione, incomunicabile alle masse, resta incomunicato anche se il profano conosce tutti i dettagli dei riti iniziatici, perché i riti fanno provare dei sentimenti, ma non danno la conoscenza. Sull’esempio del passato, quando si ebbero le rivelazioni di Mosè e di Ermete Trismegisto, anche la rivelazione cristiana dei primi secoli fu suggellata dalla legge del silenzio, secondo l’avvertimento di Gesù ai discepoli: “Non date ciò che è santo ai cani, e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, perché non le calpestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo,7:6). Parole veraci e sempre attuali! (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
Ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è un viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso dalla Legge dell’Evoluzione che regge l’Universo ed i suoi abitanti. [...] L’apparizione dei "Guardiani" è un segno, un sintomo che mette in evidenza una fase decisiva, una tappa della propria evoluzione. [...] Quando un’anima nasce in un corpo, può darsi che abbia fatto il suo lavoro di catarsi (purificazione) già in altre vite, e abbia sviluppato i sensi spirituali. [...] L’anima, prima di farsi veggente nel senso superiore, era guidata da esseri cosmici superiori, ma dopo lo scioglimento non ha più chi la guidi, è libera di assumere la direzione di sé. Perciò l’individuo è esposto a gravi pericoli, come un fanciullo non custodito dalla nutrice. Una volta scissa la personalità avvengono insoliti fenomeni: l’apparizione del "Guardiano della Soglia". [...] una delle più minacciose ed importanti esperienze di chi si cimenta nei lavori iniziatici, che gli antichi Filosofi dell’Ermetismo definirono "Fatiche di Ercole", giusto l’insegnamento esoterico della Mitologia greca. (pag. 2-3-4)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
Nel passato, le verità della Rivelazione e la loro interpretazione stavano nascoste dietro i Misteri ed erano svelate soltanto nelle società segrete e ai pochissimi fidati del Santuario. Poteva conoscerle chi aveva sperimentato i diversi gradi dell’Iniziazione e promesso con un solenne giuramento di osservare le leggi dell’Ordine per tutta la vita. Questa condizione era giusta. Per sua natura il segreto iniziatico non si può divulgare senza precauzioni, perché alla conoscenza si accede solo con la selezione psico-spirituale dell’Iniziazione. Il silenzio e il segreto presuppongono una Rivelazione o una Tradizione da custodire. Il segreto inerente le cose dell’Iniziazione, incomunicabile alle masse, resta incomunicato anche se il profano conosce tutti i dettagli dei riti iniziatici, perché i riti fanno provare dei sentimenti, ma non danno la conoscenza. Sull’esempio del passato, quando si ebbero le rivelazioni di Mosè e di Ermete Trismegisto, anche la rivelazione cristiana dei primi secoli fu suggellata dalla legge del silenzio, secondo l’avvertimento di Gesù ai discepoli: “Non date ciò che è santo ai cani, e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, perché non le calpestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo,7:6). Parole veraci e sempre attuali! (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
Ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è un viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso dalla Legge dell’Evoluzione che regge l’Universo ed i suoi abitanti. [...] L’apparizione dei "Guardiani" è un segno, un sintomo che mette in evidenza una fase decisiva, una tappa della propria evoluzione. [...] Quando un’anima nasce in un corpo, può darsi che abbia fatto il suo lavoro di catarsi (purificazione) già in altre vite, e abbia sviluppato i sensi spirituali. [...] L’anima, prima di farsi veggente nel senso superiore, era guidata da esseri cosmici superiori, ma dopo lo scioglimento non ha più chi la guidi, è libera di assumere la direzione di sé. Perciò l’individuo è esposto a gravi pericoli, come un fanciullo non custodito dalla nutrice. Una volta scissa la personalità avvengono insoliti fenomeni: l’apparizione del "Guardiano della Soglia". [...] una delle più minacciose ed importanti esperienze di chi si cimenta nei lavori iniziatici, che gli antichi Filosofi dell’Ermetismo definirono "Fatiche di Ercole", giusto l’insegnamento esoterico della Mitologia greca. (pag. 2-3-4)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
Nel passato, le verità della Rivelazione e la loro interpretazione stavano nascoste dietro i Misteri ed erano svelate soltanto nelle società segrete e ai pochissimi fidati del Santuario. Poteva conoscerle chi aveva sperimentato i diversi gradi dell’Iniziazione e promesso con un solenne giuramento di osservare le leggi dell’Ordine per tutta la vita. Questa condizione era giusta. Per sua natura il segreto iniziatico non si può divulgare senza precauzioni, perché alla conoscenza si accede solo con la selezione psico-spirituale dell’Iniziazione. Il silenzio e il segreto presuppongono una Rivelazione o una Tradizione da custodire. Il segreto inerente le cose dell’Iniziazione, incomunicabile alle masse, resta incomunicato anche se il profano conosce tutti i dettagli dei riti iniziatici, perché i riti fanno provare dei sentimenti, ma non danno la conoscenza. Sull’esempio del passato, quando si ebbero le rivelazioni di Mosè e di Ermete Trismegisto, anche la rivelazione cristiana dei primi secoli fu suggellata dalla legge del silenzio, secondo l’avvertimento di Gesù ai discepoli: “Non date ciò che è santo ai cani, e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, perché non le calpestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo,7:6). Parole veraci e sempre attuali! (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
Ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è un viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso dalla Legge dell’Evoluzione che regge l’Universo ed i suoi abitanti. [...] L’apparizione dei "Guardiani" è un segno, un sintomo che mette in evidenza una fase decisiva, una tappa della propria evoluzione. [...] Quando un’anima nasce in un corpo, può darsi che abbia fatto il suo lavoro di catarsi (purificazione) già in altre vite, e abbia sviluppato i sensi spirituali. [...] L’anima, prima di farsi veggente nel senso superiore, era guidata da esseri cosmici superiori, ma dopo lo scioglimento non ha più chi la guidi, è libera di assumere la direzione di sé. Perciò l’individuo è esposto a gravi pericoli, come un fanciullo non custodito dalla nutrice. Una volta scissa la personalità avvengono insoliti fenomeni: l’apparizione del "Guardiano della Soglia". [...] una delle più minacciose ed importanti esperienze di chi si cimenta nei lavori iniziatici, che gli antichi Filosofi dell’Ermetismo definirono "Fatiche di Ercole", giusto l’insegnamento esoterico della Mitologia greca. (pag. 2-3-4)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
Nel passato, le verità della Rivelazione e la loro interpretazione stavano nascoste dietro i Misteri ed erano svelate soltanto nelle società segrete e ai pochissimi fidati del Santuario. Poteva conoscerle chi aveva sperimentato i diversi gradi dell’Iniziazione e promesso con un solenne giuramento di osservare le leggi dell’Ordine per tutta la vita. Questa condizione era giusta. Per sua natura il segreto iniziatico non si può divulgare senza precauzioni, perché alla conoscenza si accede solo con la selezione psico-spirituale dell’Iniziazione. Il silenzio e il segreto presuppongono una Rivelazione o una Tradizione da custodire. Il segreto inerente le cose dell’Iniziazione, incomunicabile alle masse, resta incomunicato anche se il profano conosce tutti i dettagli dei riti iniziatici, perché i riti fanno provare dei sentimenti, ma non danno la conoscenza. Sull’esempio del passato, quando si ebbero le rivelazioni di Mosè e di Ermete Trismegisto, anche la rivelazione cristiana dei primi secoli fu suggellata dalla legge del silenzio, secondo l’avvertimento di Gesù ai discepoli: “Non date ciò che è santo ai cani, e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, perché non le calpestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo,7:6). Parole veraci e sempre attuali! (pag. 1)
La psicologia archeosofica tiene di conto molti fattori in vista di consegnare alla società l’Individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l’uomo è dotato di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo ed alla costruzione della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime. [...] L’uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad una totale auto-realizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente. [...] La psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo) e l’egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopèo = osservo), consentono di vedere l’intima struttura dell’Uomo e della Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica e spirituale. (pag 2-5)
Ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è un viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso dalla Legge dell’Evoluzione che regge l’Universo ed i suoi abitanti. [...] L’apparizione dei "Guardiani" è un segno, un sintomo che mette in evidenza una fase decisiva, una tappa della propria evoluzione. [...] Quando un’anima nasce in un corpo, può darsi che abbia fatto il suo lavoro di catarsi (purificazione) già in altre vite, e abbia sviluppato i sensi spirituali. [...] L’anima, prima di farsi veggente nel senso superiore, era guidata da esseri cosmici superiori, ma dopo lo scioglimento non ha più chi la guidi, è libera di assumere la direzione di sé. Perciò l’individuo è esposto a gravi pericoli, come un fanciullo non custodito dalla nutrice. Una volta scissa la personalità avvengono insoliti fenomeni: l’apparizione del "Guardiano della Soglia". [...] una delle più minacciose ed importanti esperienze di chi si cimenta nei lavori iniziatici, che gli antichi Filosofi dell’Ermetismo definirono "Fatiche di Ercole", giusto l’insegnamento esoterico della Mitologia greca. (pag. 2-3-4)
Il "Libro Cristiano dei Morti" è una guida spirituale destinata ai morenti e ai defunti recenti, poggiata sull'ipotesi e la convinzione che nello stato agonico la persona possa ancora udire la voce dell'istruttore (sacerdote o persona qualificata) e trarne forza e orientamento salvifico. [...] Oltre al testo destinato ai defunti, la pubblicazione contiene alcuni capitoli sintetici sulla dottrina dell'aldilà, con una sorta di "topografia cosmica" che offre un quadro di quello che aspetta il defunto una volta varcata la soglia ultraterrena. [...] Lo stato intermedio fra la morte e la destinazione, conseguenza della legge di equilibrio o contrappasso, è un viaggio pieno di insidie, orrori e sofferenze per coloro che chiudono il libro dell'esistenza in disgrazia, ma un transito glorioso, felice e uno splendido soggiorno per coloro che spirano in stato di santità. (pag. 7-9)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Questa breve storia del Cristianesimo vuole portare il suo contributo nel far luce sugli aspetti esoterici della rivelazione divina, dalla quale non erano lontani certi Padri del passato. Purtroppo con essi si sono persi dei notevoli contributi, fra cui quello del siciliano Panténo, che trasmise a Clemente Alessandrino quanto sapeva della trasmissione orale riservata degli Apostoli, e che Clemente scrisse a modo di compendio in un colossale manoscritto di otto libri, intitolato Ipotiposi (Ύπουπωσειϛ= Abbozzi). Questa preziosa opera, che rispecchiava l’esegesi cristiana di Panténo, è stata dispersa. Sfuggì alla distruzione solo qualche frammento, e tale scempio fu un abuso contro il cristianesimo esoterico, compiuto per far risaltare solo l’insegnamento di massa o popolare. Le Ipotiposi sono menzionate da Eusebio di Cesarea (nato verso il 265 d.C. a Cesarea, capitale romana della Palestina, e morto il 30 maggio 339-340, secondo il Martirologio siriaco fondato sul calendario di Nicomedia) nella sua Storia Ecclesiastica - vol.2°, Libro VI, cap.XIII e XIV. Riguardo a questo tema, diverse cose sono state già trattate nei Quaderni di Archeosofia, ma riprenderemo l’argomento più avanti. All’epoca di Gesù Cristo e secondo l’uso del tempo, vigeva per esigenze didattiche il deliberato “silenzio” circa le spiegazioni profonde o esoteriche della rivelazione e relative esegesi o interpretazioni delle Sacre Scritture. Istruire in maniera diversa era severamente proibito dalle autorità cristiane, spesso formate da persone inclini alla segretezza, anche se non sempre a sproposito. Ma ciò travolse nel furore dello zelo uomini unici ed eccezionali, che tentavano di forzare gli intelletti degli impreparati. Capire a fondo la dottrina rivelata è indipendente dall’aver conseguito le promozioni ai gradi superiori dell’Ekklesia, gradi che non sempre sono conferiti da coloro che sanno e a coloro che sanno. Per cui vi erano presbiteri con preparazione dottrinale di massa e altri con diversa mentalità e illuminazione. Altri ancora, pur conoscendo la rivelazione messianica, si uniformavano agli istruttori dotati di mentalità più gretta. Il Cristianesimo è uno solo, ma spiegato in due modi perché ha due aspetti: quello semplice o elementare e quello esoterico o più profondo e impegnativo. (pag.3-4)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
Nessun abstract disponibile.
Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)
[...] Alla domanda: - Chi è la donna? - si contrappongono le diverse definizioni convergenti degli psicologi, teologi, filosofi, sociologi e biologi. D’altra parte abbiamo la risposta che nei secoli hanno dato i miti, le favole della mitologia, i simboli, fra i quali vi è il racconto biblico della Genesi verso il quale siamo particolarmente sensibili e interessati. Rispondere alla domanda: - Chi è la donna?- è tanto complicato quanto rispondere a: -Chi è l’uomo?-. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile: definizione comprensibile quando avrete studiato le nostre nozioni sulla costituzione occulta della persona umana. La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo. Essa è un corpo fisico, tempio vivente del suo spirito, della sua anima emotiva e della sua potenza generativa, conforme alle caratteristiche di una ben precisa polarità cosmogonica che nella manifestazione terrestre opera con un corpo biologicamente strutturato per esprimere la femminilità. Creati a immagine e somiglianza spirituale di Dio, l’uomo e la donna sono immortali ed hanno la potestà di lavorare per la reciproca santificazione che li condurrà nei due paradisi: il Terrestre prima, e il Celeste dopo, in conformità ai Misteri minori e maggiori. (pag. 3)
[...] Fondare un Ordine Iniziatico e chiamarlo “Loto+Croce”, significa riunire altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo soli per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e della perfetta unione con l’Assoluto. È come dirvi con le parole del profeta Geremia (L:5): “Venite, uniamoci all’Eterno con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. Allearsi e camminare insieme con umiltà vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l’uno dell’altro in tempi come questi di diffidenza e sfiducia dell’uomo verso l’uomo. Il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli. Partecipare ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e può darsi irripetibile. Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale si deve avere la vocazione e la chiamata, l’umiltà e la fiducia nell’Ordine stesso e nelle sue finalità. (pag.1-2)
Della reincarnazione hanno parlato Gotama Budda, Krishna, Pitagora e Gesù Cristo, come una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di “ricordo delle vite passate”, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale. Le tecniche che aiutano la memoria delle vite passate si trovano accennate nelle diverse opere di Yoga Tantrico, Alchimia e Kabbalà ma l’esposizione più dettagliata si riscontra nei più minuti dettagli in alcuni quaderni di Archeosofia che l’Autore ha scritto per i seguaci della sua scuola. Ovviamente per capire e utilizzare con profitto la metodologia di questo trattato si presuppone nel lettore un rigoroso studio preliminare di questi quaderni per cogliere le sottigliezze, i particolari tecnici o le chiavi dell’ascesi che condurranno alla Conoscenza totale e all’Illuminazione. Quindi non ci si illuda di ottenere i carismi o “poteri occulti” limitandosi a leggere questo quaderno, occorre mettere in opera le varie risorse della propria psiche e dello stesso organismo fisico, secondo la comprensione unitaria dei diversi quaderni che “Archeosofica” ha programmato e messo a disposizione dei volenterosi, pazienti e tenaci cercatori della Verità. (pag. 1)
Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. [...] Il termine "Ultrafania" è composto da ultra (dal latino) = oltre, e fanìa (dal greco) = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dell’aldilà". [...] Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l’etimologia assiro-babilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". [...] Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco propétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro". [...] Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari. [...] Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. [...] È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. (pag 1-2-4-5-6)
L'uomo sin da quando nasce vuol toccare, vedere, assaporare, udire, possedere, conoscere. [...] Ognuno nasce e muore senza aver potuto esplorare per un solo istante l'universo invisibile; egli non sa dire da dove è venuto e dove andrà perché la memoria pigra e non addestrata non lo aiuta a ricordare il suo passato prima di nascere come non ricorda neppure i cibi che ha mangiato la sera precedente. Egli è simile a un apparecchio televisivo muto, spento, inattivo, benché da ogni parte dello spazio arrivano conferenze, cronache, concerti per mezzo delle onde elettromagnetiche modulate portanti immagini e suoni. [...] L'uomo ordinario è simile al capitano di un sommergibile in immersione: non può vedere nulla di ciò che vi è al di sopra del liquido in cui è immerso. L'uomo dotato dei poteri dello spirito è colui che vedrà quando metterà in azione il periscopio fuori dell'acqua e vedrà il cielo, le eventuali navi e le condizioni del mare. [...] La sperimentazione vera, severa con la prudenza dell'indagatore di laboratorio, solo essa vi farà liberi dalla paura e dall'incertezza, dal dubbio e dalla sfiducia, perché l'adulto non è dissimile dal bimbo, egli crede se vede, tocca, assapora, ode, annusa. [...] Gli esercizi indicati nei nostri quaderni di Archeosofica sono quanto di meglio si potesse suggerire. Fra questi è importante e indispensabile il risveglio e la dinamizzazione dei Centri psichici, è di essi che trattiamo in questo quaderno. [...] La risoluzione è ciò che rivela un vero uomo o una vera donna: non immature decisioni, non propositi instabili, non puerili decisioni, ma propositi che sorgono da una volontà granitica, forte ed instancabile che abbatte come muraglie di cemento difficoltà e pericoli, animata da un solo appetito spirituale, da un solo desiderio: l'Unione con Cristo. La volontà è la forma più alta dell'atteggiamento pratico. (pag. 2-3-4-5-28)
L'Io umano ha un corpo etereo permanente il quale ha ricevuto un nome: "Corpo Causale o causante". Questo corpo accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'lo, registratore delle buone e cattive tendenze e dei ricordi; si chiama "Causale" perché causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica, le condizioni ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare. [...] Ad ogni nuova nascita [...] il "Corpo Causale" con i suoi "Centri causali" è sempre lo stesso. [...] Il Corpo Causale non è un principio spirituale, non è l'anima vera e propria (globalmente parlando), ma il suo strumento di ricezione e registrazione, cioè un corpo etereo. [...] Nel Corpo Causale vi sono dei centri di forza i principali dei quali salgono a sette e corrispondenti ad analoghi centri nei corpi grossolani impermanenti. [...] Oltre ai [...] "Centri di forza", l'uomo vibrazionale fatto di corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale, è composto di un sangue energetico, la vitalità dal colore luminoso rosato, che circola attraverso delle arterie di materia allo stato energetico. [...] Conoscere tutto questo è importante perché negli esercizi per dirigere il pensiero giova non poco sapere dove far affluire la nostra energia e produrre degli effetti premeditati. [...] Nessuna esperienza si deve tentare se non si è padroni degli esercizi preliminari. (pag. 1-6-8-12)
[...] È certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica, si sia impegnato a fondo a conoscerla sperimentalmente. [...] Dalle pagine che seguiranno potrete farvi un concetto esatto di quanto sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova. Per facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica, unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico e moderno. [...] Il Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti. [...] Il Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo sussiste in qualche Ordine Iniziatico. [...] È il cuore puro e senza paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile. Il Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato. Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante con le forze dall'Alto, quando, in qualità di Calice, contiene il sangue del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra. Non è tutto, molte altre cose potete conoscere, se avrete la stessa passione che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria di Dio. (pag. 2-3-4)
[...] Siamo d’accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana, come lo sono l’economia, la salute ed il nutrimento; siamo d’accordo che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati dalla nascita alla morte, nel sonno e nella veglia dal fattore sessuale. Ma è anche vero, per logica scientifica che siamo la risultante della sessualità metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell’esistenza terrena. Prima ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico, questo è un assioma che pur tuttavia spiegheremo per chiarire appunto la questione della sessualità metafisica o trascendentale. In generale si crede al dato concreto che l’uomo ha sete, fame, sonno e bisogno sessuale. Il sesso poi per l’umanità ordinaria ha le funzioni di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico; garantire la continuità della specie umana; appagare l’istinto della maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un’altra che interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno comuni che hanno capito l’importanza della vita religiosa normale e superiore, questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità per il superamento di sé medesimi: superamento che mette in movimento verso l’Ente supremo. Noi parleremo di quest’ultima, perché a parer nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale si è nati umani e non bestie. (pag- 1-2)
[...] Si può dire che in tutti i tempi fin da quando si è intuito e scoperto che il destino dell’anima perfetta è l’unione felice con l’Ente Supremo, sono state costituite delle scuole di cultura dove l’Alchimia è sempre stata la via, la scienza e l’arte per realizzarsi in Dio. L’Alchimia per la sua dottrina e la sua attività pratica è adatta a qualsiasi credo religioso e parareligioso essendo una metodologia che sta al di sopra di tutto. Infatti vi è un’Alchimia egiziana, greca, cinese, indiana, pagana, cristiana, ma l’Alchimia rimane sempre l’Alchimia. L’illuminismo razionalistico non ha saputo vedere la vera funzione spiritualizzante dell’Alchimia, ma ha creduto di scoprire in essa una specie di primitiva chimica, pervasa dal desiderio materialistico di trasformare in oro i metalli non nobili. Da questo falso modo di vedere sono tuttavia nate la chimica ordinaria e la sua tecnologia a causa di certe scoperte e conquiste farmaceutiche fatte dall’alchimista quando si trattava di lavorare per il benessere fisico dell’Uomo (terapia alchemica). La definizione generale dell’Alchimia si può riassumere così: arte della trasmutazione dei metalli con lo scopo di ottenere dell’oro, e ricerca della Pietra Filosofale da utilizzare come medicina per tutte le malattie e per proiettare come elixir sui metalli imperfetti con lo scopo di perfezionarli. L’Alchimia si è sempre classificata in più rami: Alchimia exoterica (essoterica) per le trasmutazioni chimiche e operazioni farmaceutiche; Alchimia esoterica con scopi decisamente mistici, iniziatici, non fisici; Alchimia mista comprendente i due aspetti e finalità. Nel tipo misto l’alchimista oltre ad essere un asceta, un aspirante alla santità era anche un cercatore di medicine e di preparati per curare e guarire qualunque malattia, e per alcuni fu l’aspirazione utopistica alla fabbricazione dell’oro monetabile. (pag. 4)
Lo "spiritismo" è la credenza nell’esistenza delle anime dei trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo" si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici, nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata da spiriti disincarnati. Lo spiritismo ha la sua ragion d’essere, perché il ripetersi di numerosi fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell’esistenza di intelligenze che possono comunicare con noi se l’ambiente lo consente, poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari. Ai fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di "metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica"; ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale e una spiegazione che escluda l’intervento e l’esistenza di spiriti disincarnati. Noi, in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue cause nell’inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità ricade tutta sulla psicobiofisica dell’uomo vivo. La ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico deve essere cauta, severa, per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza dell’anima, o, all’opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica documentazione spiritica. (pag.1-2)
Il cammino della perfezione chiama alla mobilitazione tutte le risorse del belloe del buono; fra queste risorse la poesia ha la sua parte, e vedremo come e perchè. [...] La grammatica educa al bel parlare e rivela il valore e la funzione delle parole e dei fatti linguistici. Quando è ben capita, conduce al linguaggio poetico, esteticamente perfetto che, ascoltato e recepito diventa una forza propulsiva interiore. Se Omero, Virgilio, re Davide, Salomone e Dante non avessero scritto da grammatici e poeti perfetti, il loro messaggio avrebbe avuto minor forza sulle coscienze delle generazioni vicine e lontane. [...] Fu sempre spontaneo, istintivo in senso elevato, esprimere il canto con parole poetiche, ritmiche o metriche. Questo fenomeno non accade soltanto quando il poeta vuol musicare i suoi versi ed il compositore intende dare delle parole alla sua musica. Il parlare fiorito, ritmico, poetico è sulle labbra del profeta e del carismatico, quasi che lo Spirito di Dio che riempie l'anima prascelta per comunicare agli uomini un insegnamento, sia una potenza divina poetica, ricca di simbolismo ed enigmaticità. [...] Il lettore che prega, canta e suona, deve anche saper poetare e comporre Inni e Cantici. (pag 1-2-3)
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Quando l’uomo stanco del suo pellegrinare nell’oscurità, fa tacere gli affanni ed i bisogni della sopravvivenza mondana, e nel silenzio della notte, alzando gli occhi al cielo, rivolge il suo spirito verso l’Eterno, sente sorgere nel profondo del suo essere un impetuoso alito di carità, senza tempo e senza confini; un’antica malinconia gli percuote l’animo, memoria di una lontana Patria perduta nello spazio celeste, e tra le stelle, come improvvisa folgore, una parola gli infiamma il cuore di fede e di speranza: SANTO GRAAL. Il Graal o Coppa nella lingua sanscrita è il Graha della razza indoariana, la razza guerriere (da Aries = Marte) che migliaia di anni fa era localizzata in una regione nordico-boreale di cui sono antiche rimanenze lo Svalbard e la Groenlandia, la terra verde. L’etimologia della parola Graal svela un significato intimo che può essere utile per far luce sul mistero che l’avvolge. La medesima radice si ritrova nelle voci germaniche GRUN e GRUND ed in quelle anglosassoni GREEN e GROUND, che si traducono rispettivamente: VERDE, con significato di vigore e giovinezza; e TERRA, base, fondamento. Da queste considerazioni emerge l’idea di una terra verde o terra della giovinezza intesa anche come fondamento della vita e della forza con una caratteristica di stabilità e di centralità che nella saga dei romanzieri-iniziati designa la sede, il luogo segreto del Santo Graal. (pag. 1)
"Mille e non più mille" diceva la profezia… e sotto questo minaccioso vaticinio apocalittico andava concludendosi il primo millennio. Un lungo periodo di depressione e di crisi dei valori spirituali, accompagnati dalla fame, dall'insicurezza e dalla paura, attanagliò tutta la cristianità. (pag. 1) [...] Ma ecco a Clermont d'Auvergne, il 27 Novembre 1095 al termine del celebre concilio, risuona l'appello di Papa Urbano II, un appello che doveva ben presto diffondersi ovunque sollevando entusiasmo: "Beneamati fratelli, spinto dalle esigenze di questo tempo, io, Urbano II, che porto per volontà di Dio la Tiara Pontificia, sono venuto a voi in qualità di messaggero per svelarvi l'ordine divino... È urgente recare con sollecitudine ai vostri fratelli d'Oriente l'aiuto promesso ... Per questo vi esorto, non io, ma il Signore, poveri come ricchi, ad affrettarvi per cacciare questa vile razza dalle regioni abitate dai nostri fratelli e di recare un valido aiuto agli adoratori di Cristo. ... Arruolatevi senza indugio ... quando finirà l'inverno ed inizierà la primavera, mettetevi in cammino sotto la guida del Signore." (pag. 3) [...] Nel Liber Ad Milites Templi De Laude Novae Militiae si legge: "Si sente dire che un nuovo genere di cavalieri è apparso sulla terra, e proprio in quei medesimi luoghi visitati un giorno da Colui che si leva dall'Alto, incarnatosi; in quei medesimi luoghi dai quali gli con la potenza della sua mano cacciò i principi delle tenebre, ossa oggi sterminare con la schiera dei suoi valorosi gli accoliti di quelli, la razza dei senza fede, riscattando di nuovo il suo popolo e suscitando per noi un salvatore nella casa di David, suo servo. Un nuovo genere di cavalieri, dico, che le età precedenti non hanno conosciuto e che infaticabile conduce una lotta parallela sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni sparsi nell'aria". (pag. 8)